Mamma e Papà cercherò di spiegarvi in modo semplice, diretto e pratico alcuni accorgimenti utili…
Quando un bambino gioca a terra con le ginocchia davanti e i piedi ai lati del bacino, le gambe viste dall’alto ricordano la lettera W. Molti genitori si allarmano perché online questa posizione viene descritta come causa di problemi alle anche, alle ginocchia, alla postura o allo sviluppo motorio.
La domanda è comprensibile: bisogna impedirgli di sedersi così? In un bambino che cresce e si muove normalmente, la seduta a W può essere una delle numerose posizioni utilizzate durante il gioco. Da sola non permette di formulare una diagnosi e non è stato dimostrato che provochi displasia dell’anca.
Conta soprattutto il comportamento motorio complessivo: il bambino cambia posizione? Si alza e si sposta con facilità? Usa entrambi i lati del corpo? Corre, sale le scale e gioca senza dolore? Osservare queste capacità è più utile che correggere automaticamente ogni seduta a W.
Che cos’è la posizione a W
Nella seduta a W il bambino appoggia il bacino a terra tra le gambe, con anche e ginocchia piegate e piedi rivolti verso l’esterno. È frequente soprattutto nei bambini piccoli, che hanno mobilità articolare e caratteristiche ossee diverse da quelle dell’adulto.
La posizione offre una base d’appoggio ampia e stabile e può risultare comoda quando il bambino si concentra su costruzioni, disegni o giochi con le mani. Non significa automaticamente che abbia un “core debole”, un problema neurologico o un’alterazione delle anche. È importante distinguere una posizione scelta occasionalmente dall’impossibilità di usarne altre: molti bambini passano spontaneamente alla seduta laterale, a gambe incrociate, distese o in ginocchio.
Perché alcuni bambini si siedono così
La forma delle ossa e l’orientamento del femore cambiano durante la crescita; nei primi anni una maggiore rotazione interna dell’anca è comune e può rendere la seduta a W confortevole. Anche il tipo di gioco, il pavimento, la posizione dei giocattoli e le abitudini influenzano il modo in cui il bambino si organizza.
La seduta a W non deve essere interpretata isolatamente come un segno di autismo, disprassia o altra condizione. In alcuni bambini con difficoltà motorie o del neurosviluppo può essere osservata insieme ad altri elementi, ma non è la posizione in sé a stabilire la presenza di un disturbo. Sono quindi poco utili diagnosi basate su fotografie o video senza anamnesi e valutazione clinica.
Sedersi a W fa male alle anche?
La ricerca disponibile non dimostra che la seduta a W causi displasia dell’anca nei bambini sani. Uno studio prospettico del 2020 non ha rilevato una maggiore frequenza di displasia nei bambini che utilizzavano questa posizione. Una revisione sistematica del 2025 ha concluso che non vi sono evidenze sufficienti per raccomandare di vietarla e non ha trovato un’associazione con la displasia dell’anca.
Gli studi disponibili sono ancora pochi e non tutti di elevata qualità. Tuttavia, affermazioni come “rovina sicuramente le anche”, “deforma le gambe” o “deve essere sempre corretta” non sono sostenute dalle prove attuali.
La displasia evolutiva dell’anca ha fattori di rischio e percorsi di screening specifici. Se il pediatra ha rilevato un problema, sono presenti controlli ortopedici o il bambino ha già una diagnosi, le indicazioni del team curante prevalgono sempre sui consigli generali.
Bisogna correggere continuamente il bambino?
In assenza di dolore, limitazioni o indicazioni cliniche specifiche, non serve interrompere ogni volta il gioco con richiami come “togli le gambe da lì”. Un controllo continuo può trasformare un’attività spontanea in una fonte di tensione senza offrire un beneficio dimostrato.
È più utile creare occasioni di movimento vario: giocare su superfici sicure, spostare i giochi a destra e a sinistra, alternare attività a terra e in piedi, raggiungere oggetti, costruire, gattonare, accucciarsi e rialzarsi. Non si tratta di prescrivere esercizi uguali per tutti, ma di offrire libertà e opportunità adeguate all’età.
Cosa osservare oltre alla forma delle gambe
Durante la crescita è utile guardare l’insieme:
- il bambino usa diverse posizioni durante la giornata?
- passa dal pavimento alla stazione eretta senza aiuto, in modo compatibile con l’età?
- ruota il tronco e raggiunge i giochi da entrambi i lati?
- corre, salta, sale le scale o partecipa ai giochi dei coetanei?
- inciampa molto più degli altri o evita alcune attività?
- riferisce dolore ad anche, ginocchia, piedi o schiena?
- una gamba appare usata in modo nettamente diverso dall’altra?
Una singola risposta non equivale a una diagnosi. Se emergono difficoltà persistenti o più segnali insieme, parlarne con il pediatra consente di decidere se serva un approfondimento.
Quando chiedere una valutazione
È opportuno confrontarsi con il pediatra se la seduta a W è accompagnata da:
- dolore, zoppia o gonfiore;
- rigidità o impossibilità di assumere altre posizioni;
- marcata asimmetria tra destra e sinistra;
- perdita di capacità motorie già acquisite;
- debolezza, affaticamento insolito o cadute frequenti;
- ritardo o difficoltà rilevanti nelle tappe motorie;
- cambiamento improvviso del modo di camminare;
- precedente diagnosi ortopedica, neurologica o neuromuscolare.
Dolore intenso, incapacità improvvisa di sostenere il peso, trauma importante, febbre associata a dolore articolare o regressione rapida richiedono una valutazione medica tempestiva.
Il pediatra può coinvolgere, quando indicato, ortopedico pediatrico, neuropsichiatra infantile, fisiatra, TNPEE o fisioterapista dell’età evolutiva. Le figure non sono intercambiabili: la scelta dipende dalla domanda clinica e dai segni osservati.
Valutazione neuropsicomotoria e osteopatica
Una valutazione neuropsicomotoria considera qualità del movimento, passaggi posturali, equilibrio, coordinazione, gioco e partecipazione quotidiana. Non ha lo scopo di “curare la W”, ma di capire se la posizione rientri in un repertorio motorio vario o si associ a difficoltà funzionali più ampie.
La valutazione osteopatica può osservare mobilità e comfort muscolo-scheletrico, entro i propri confini professionali e in collaborazione con il pediatra quando emergono segnali clinici. Non sostituisce diagnosi medica, screening dell’anca, valutazione neurologica o riabilitazione. Non è corretto promettere che un trattamento modifichi la forma delle ossa o prevenga patologie non diagnosticate.
Negli studi di Roma, focus principale dell’attività, e nelle giornate professionali in area Como, il primo incontro deve rispondere a una domanda concreta: il bambino è libero, competente e sereno nel movimento oppure c’è una difficoltà da condividere con altre figure?

Come favorire la varietà nel gioco
- Distribuire i giochi su entrambi i lati, così il bambino ruota e cambia appoggio.
- Alternare il gioco a terra con tavolini bassi, posizione in ginocchio e attività in piedi.
- Proporre percorsi liberi con cuscini, scatole e oggetti da raggiungere, in sicurezza.
- Lasciare tempo per salire, scendere, accovacciarsi e rialzarsi in autonomia.
- Limitare lunghi periodi in dispositivi che riducono il movimento spontaneo.
La parola chiave è varietà, non perfezione. Anche la seduta laterale o a gambe incrociate, se mantenuta sempre nello stesso modo, non racconta da sola l’intero sviluppo.
In sintesi
La seduta a W è comune e, nel bambino senza sintomi che utilizza molte posizioni, non è di per sé una malattia. Le prove disponibili non mostrano che causi displasia dell’anca e non giustificano allarmismi o correzioni continue. Vale invece la pena osservare dolore, asimmetrie, rigidità, regressioni e difficoltà quotidiane.
In presenza di dubbi, il primo riferimento resta il pediatra. Una valutazione mirata può chiarire il profilo motorio e indicare, solo se necessario, il professionista più adatto.
Hai un dubbio sul movimento di tuo figlio?
Dopo il confronto con il pediatra, è possibile richiedere una valutazione dello sviluppo e del movimento a Roma o, nelle giornate dedicate, in area Como. L’incontro non parte dalla forma delle gambe, ma dalle capacità, dal comfort e dalle attività reali del bambino.
Domande frequenti
La posizione a W causa displasia dell’anca?
Le evidenze disponibili non mostrano una maggiore frequenza di displasia nei bambini che si siedono a W. In presenza di fattori di rischio, diagnosi o controlli in corso, vanno seguite le indicazioni del pediatra e dell’ortopedico.
Devo dire sempre a mio figlio di cambiare posizione?
Se non ci sono dolore o difficoltà e il bambino utilizza anche altre posizioni, non è necessario correggerlo continuamente. È più utile favorire un gioco vario.
Quando la seduta a W merita attenzione?
Quando è associata a dolore, rigidità, asimmetria, difficoltà a cambiare posizione, cadute frequenti, ritardo motorio o perdita di abilità già acquisite.
La seduta a W indica autismo?
No. Una posizione osservata da sola non consente di diagnosticare autismo o altri disturbi del neurosviluppo. La valutazione riguarda l’insieme dello sviluppo e della partecipazione.
Osteopatia o neuropsicomotricità possono correggere la posizione a W?
Non si dovrebbe impostare un trattamento soltanto per eliminare una posizione comune. Una valutazione può essere utile se esistono difficoltà funzionali, dolore o dubbi sullo sviluppo, collaborando con il pediatra.
Fonti
- Nordon DG et al. W-Sitting in Childhood: A Systematic Review. Acta Ortop Bras. 2025;33:e277680.
- Rethlefsen SA et al. Hip Dysplasia Is Not More Common in W-Sitters. Clin Pediatr. 2020;59(12):1075-1079.
- International Hip Dysplasia Institute. W-Sitting and Hip Development.
- American Academy of Pediatrics, HealthyChildren.org. Risorse sullo sviluppo motorio.
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